Secondo Motorsport.com Italia, i recenti attacchi missilistici Houthi in Arabia Saudita hanno gettato un'ombra di instabilità sul Medio Oriente, sollevando nuove domande circa il prossimo prix Grands nella regione sia per la Formula 1 che per la MotoGP. Nonostante le tensioni, le prossime gare in Qatar e Abu Dhabi rimangono confermate dai rispettivi organizzatori, che insistono gli eventi procedono senza rischi. Tuttavia, nonostante le precedenti rassicurazioni date a Sepang da Stefano Domenicali riguardo al calendario del 2026, la situazione sul terreno rimane tesa a seguito di attacchi mirati sulle infrastrutture saudite.
Il disordini deriva dalle azioni rivendicate dai militanti Houthi provenienti dallo Yemen settentrionale. Ansar Allah, portavoce militare dei ribelli Shia, ha annunciato attraverso la televisione di Masirah che colpisce la sede di Aramco a Dhahran, l'aeroporto internazionale di King Khalid, e una raffineria di Aramco a Riyadh. L'effettiva estensione del danno rimane imperdibile a causa della minimizzazione saudita, ma l'instabilità regionale ha spinto ITA Airways a rinviare i suoi voli a Riyadh fino al 18 ottobre e a Dubai fino al 30 ottobre. Naturalmente, questo porta un peso significativo dato che Aramco funge da sponsor primario e partner per il team di Aston Martin, oltre ad essere un enorme produttore di petrolio globale.
Mentre gli eventi di Formula 1 in Qatar e Abu Dhabi sono in programma, l'Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola è stato messo in pre-allarme dalla FOM. C'è una possibilità tangibile che un Gran Premio del Made in Italy e l'Emilia-Romagna possano avere luogo il 6 dicembre come finale alternativo ad Abu Dhabi. In base alle discussioni, la Formula 1 garantirebbe la copertura delle spese organizzative anche se la seconda gara italiana alla fine non accade. Inizialmente, il futuro finale potrebbe essere stato nominato Qatar Airways e Emilia-Romagna Grand Prix, anche se ora è più probabile che ACI Italia, attraverso l'impegno del presidente Geronimo La Russa, possa ancora una volta coinvolgere il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il panorama politico dovrebbe rimanere congelato in attesa dell'esito delle elezioni israeliane il 27 ottobre e le elezioni a medio termine degli Stati Uniti il 3 novembre.
In mezzo a questo scenario di incertezza del calendario, Andrea Kimi Antonelli potrebbe matematicamente garantire il titolo mondiale dei piloti, che potrebbe diluire qualche suspense competitivo per il finale di stagione, anche se una celebrazione del campionato a Imola incoronarebbe una campagna stellare. Tuttavia, la pressione immediata cade pesantemente sulla MotoGP, che affronta una linea temporale più stretta con una visita programmata a Lusail l'8 novembre per il Gran Premio del Qatar, il terzo-ultimo giro della stagione. I piloti hanno già espresso la loro riluttanza per viaggiare a Doha, e alcuni produttori stanno pesando i divieti di assicurazione che potrebbero bloccare la partecipazione e anche i sovrintendenti dello spazio aereo ad alto rischio.
Un morsetto frustrante ha afferrato il lucchetto, con varie parti che esitano a fare la prima mossa dalla paura delle sanzioni contrattuali. Poiché entrambi i campionati cadono sotto il controllo di Liberty Media, molti anticipano che la MotoGP – portando un'impronta economica inferiore alla Formula 1 – sarà la serie che costringe una risoluzione definitiva all'attuale stallo.













