Ecco la svolta che nessuno si aspettava nel paddock: come riporta Motorsport.com Italia, Yamaha ha annunciato ufficialmente che non andrà a Doha per il prossimo Gran Premio del MotoGP del Qatar. Citando rigorose linee guida aziendali interne che proibiscono ai dipendenti di viaggiare in zone di conflitto attive, il produttore da Iwata ha tirato la spina sul fine settimana di Lusail. La decisione deriva dalla situazione militare in corso in Medio Oriente che coinvolge gli Stati Uniti, Israele e l'Iran, che ha visto attacchi estendere a diverse nazioni del Golfo Persico, tra cui il Qatar.
Prima che questa bomba cadesse alle sei del tempo serale della Malesia, i piloti e l'organizzazione del campionato erano già stati bloccati in un feroce braccio-wrestle. I concorrenti avevano trascorso giorni chiedendo garanzie di sicurezza dal promotore del campionato di viaggiare a Lusail, tenendo incontri in un paddock ufficio prestato da Yamaha dopo che l'organizzatore ha riferito rifiutato di fornire loro una sala riunioni. Nonostante tutto puntando verso il paddock semplicemente dimettendosi al viaggio, Yamaha ha fatto la sua mossa.
Nella sua dichiarazione ufficiale, il produttore ha reso la sua posizione chiara. "Dopo una recente valutazione della situazione in Medio Oriente, Yamaha non ha trovato ragioni sufficienti per modificare le restrizioni di viaggio attualmente in vigore in tutta l'azienda", ha letto la dichiarazione. L'azienda ha aggiunto che la sua scelta è stata fatta indipendentemente da qualsiasi misura presa dal Gruppo MotoGP o dall'organizzatore dell'evento, riaffermando il suo impegno per il campionato e guardando avanti al Grand Prix portoghese.
La risposta degli organizzatori del campionato è stata rapida e grave. A pochi minuti dall'annuncio della Yamaha, il Gruppo MotoGP ha rilasciato una risposta stern esprimendo delusione e confermando che saltare l'evento comporta violazioni contrattuali e conseguenze sportive da gestire dalla FIM sotto le normative del campionato. L'organizzatore ha insistito sul fatto che ampie valutazioni di sicurezza sostenute da consulenti indipendenti, lo Stato del Qatar e il Circuito Internazionale di Lusail hanno fornito tutte le garanzie necessarie, notando che il resto della griglia ha confermato la sua partecipazione.
L'incertezza ora circonda la più ampia impronta Yamaha, in quanto rimane sconosciuto se il team satellite Pramac - che impiega i membri del produttore Iwata - seguirà la causa. Nel frattempo, la griglia Moto2 non vedrà Izan Guevara indietro, con il contendente del titolo spagnolo determinato a difendere le sue possibilità di campionato in Qatar. Altrove, Alex Marquez ha confermato che salterà anche la gara di Lusail per recuperare dopo un intervento di lunedì, con i suoi punti di vista sul ritorno in azione a Portimao.




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